PSICOLOGIA E DIPENDENZE. LE ANFETAMINE. a cura di Federica Gardosi

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Una delle tossicodipendenze è la dipendenza delle anfetamine. Come tutti i disturbi correlati a sostanze possiamo avere un disturbo da dipendenza da anfetamine, un disturbo di abuso e uno da intossicazione.

COS’E’ L’ANFETAMINA

La classe delle anfetamine include tutte le sostanze con strutture feniletilaminica come le metanfetamine, ma anche sostanze con strutture diversa, che hanno azione simile per esempio “pillole dietetiche”.
Dalla droga “madre” l’anfetamina, si sviluppa la metanfetamina che è un potente stimolante che da assuefazione e causa gravi danni al sistema nervoso centrale. Questa droga viene realizzata facilmente in laboratori clandestini con ingredienti relativamente economici e facili da reperire anche senza ricetta medica. Questi fattori collaborano a renderla una droga con un elevato potenziale di diffusione. La metanfetamina come droga d’abuso è comunemente conosciuta come “speed” “ice”, “crystal” o “cranck”. Si tratta di una polvere cristallina bianca, senza odore dal sapore amaro che può essere facilmente disciolta nell’acqua o nell’alcool.
La struttura chimica della metanfetamina è simile a quella dell’anfetamina, ma ha effetti più pronunciati sul sistema nervoso centrale. Analogamente all’anfetamina, la metanfetamina origina un incremento dell’attività, una riduzione dell’appetito ed un generale senso di benessere.

COME E’ USATA L’ANFETAMINA

Le anfetamine vengono generalmente assunte per via orale o endovenosa, ma vendute in polvere trovano impiego anche per iniezione o per inalazione(“snorting”).
L’anfetamina è uno stimolante sintetico usato per
• sopprimere l’appetito;
• controllare il peso;
• trattamento di disturbi mentali e comportamentali compreso narcolessia e ADHD (sindrome da deficit di attenzione ed iperattività).
È inoltre usata come stupefacente e per l’aumento di prestazioni fisiche (doping). Questi usi sono illegali nella maggior parte dei paesi.

STORIA DELLE ANFETAMINE

Le anfetamine trovarono largo impiego durante la seconda guerra mondiale per aumentare la capacità di concentrazione dei soldati ed allontanare, per quanto possibile, la paura di morire.
Anche in campo studentesco conobbero un momento di forte popolarità a partire dagli anni ’60 quando gli studenti iniziarono ad utilizzarle per aumentare la capacità di studio e concentrazione.
Il loro impiego in campo dietetico (per combattere sovrappeso ed obesità) è quanto mai attuale. L’efficienza di queste sostanze nella riduzione dell’appetito e nell’aumento del metabolismo è elevata, ma non priva di effetti collaterali.
In medicina vengono utilizzate nella terapia del morbo di Parkinson e della narcolessia, una rara patologia caratterizzata da irresistibili accessi di sonno durante il giorno.

CARATTERISTICHE

La dipendenza e l’abuso di anfetamine vengono osservate in tutte le classi sociali e sono più comuni nei soggetti di età compresa fra i 18 e i 30 anni.
Certi soggetti che abusano o diventano dipendenti da anfetamine cominciano ad usarle nel tentativo di controllare il loro peso. Altri si avvicinano all’uso di queste sostanze attraverso il mercato illegale.
Chi abusa di metanfetamina è a rischio di contrarre l’AIDS e l’Epatite B e C, soprattutto in individui che si iniettano la droga e si scambiano gli oggetti usati per iniettarsi la droga. Inoltre la metanfetamina sembra essere associata a comportamenti sessuali più violenti, che possono portare ad abrasioni e perdite di sangue. La combinazione di iniezioni e rischi sessuali potrebbe far divenire il problema dell’AIDS uno dei problemi principali per i consumatori di metanfetamina più che per i consumatori di oppiacei e di altre droghe. Alcune ricerche hanno evidenziato come, attraverso il trattamento dell’abuso di droga, la prevenzione e le comunità terapeutiche, chi abusa di metanfetamina può modificare i propri comportamenti a rischio. L’uso di droga può essere eliminato ed i rischi associati a comportamenti sbagliati, come lo scambio di siringhe e comportamenti sessuali insicuri, possono essere ridotti significativamente minimizzando il rischio di esposizione. Droghe come anfetamine, metanfetamine, ice, speed, cranck e crystal possono portare alla dipendenza. Gli effetti e le conseguenze dell’abuso di anfetamine e metanfetamine possono generare danni mortali anche alle prime assunzioni.

EFFETTI

La droga altera l’umore in diversi modi con effetti diversi, a seconda del modo in cui viene assunta. Subito dopo aver fumato la droga o averla iniettata per via endovenosa, la persona prova un intenso “flash” che dura solo pochi minuti ed è descritto come molto piacevole. Se la droga viene sniffata oppure è assunta tramite l’ingestione, produce euforia, una sensazione molto forte, ma non con lo stesso livello del “flash” che si ha assumendo la droga per via endovenosa. Se viene sniffata la droga produce i suoi effetti per 15-20 minuti.
Negli anni 60, l’ice, forma fumabile di metanfetamina, ha iniziato a diffondersi. L’ice è un cristallo solitamente limpido che viene fumato in pipe di vetro come il crack. Il fumo è senza odore, lascia un residuo che è a sua volta fumabile e produce effetti che possono durare per 12 ore o più.
Gli effetti di tale sostanza sono simili a quelli della cocaina, però non presentano l’attività anestetica locale, ed hanno un’azione più prolungata rispetto alla cocaina.
Tra gli effetti principali ricordiamo:

AZIONI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

senso di benessere ed euforia generale
minore percezione della fatica
sprezzo del pericolo, sensazione di potere e superiorità, comportamenti stravaganti
aumento delle capacità intellettive (attenzione, concentrazione)
diminuzione dell’appetito

AZIONI SUL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO E RESPIRATORIO

incremento della pressione arteriosa
aumento della frequenza cardiaca (tachicardia)
aumento del ritmo respiratorio (tachipnea)

AZIONI GENERALI SUL METABOLISMO CORPOREO

aumento del metabolismo basale
termoregolazione, ipertermia
marcato effetto anoressizzante
Tuttavia molti di questi effetti sono reversibili e scompaiono mediamente dopo qualche ora dall’assunzione (a seconda della dose). Quando l’effetto svanisce il soggetto lamenta spossatezza, sonno e depressione, esattamente gli effetti opposti a quelli provati in precedenza. Tali sintomi portano l’individuo a ricercare una maggiore quantità di sostanza per stare bene. Si entra così in un circolo vizioso con rischio di assuefazione ed intossicazione.

EFFETTI IMMEDIATI (a Breve Termine)

Essendo uno stimolante molto potente, gli effetti della metanfetamina, anche in piccole dosi, possono accrescere l’incapacità di dormire e l’attività fisica e ridurre l’appetito. Una sensazione breve e molto intensa è provata da chi fuma o si inietta la metanfetamina. Se viene sniffata o ingerita, la sensazione è breve e violenta, l’effetto dura più a lungo, con intensità minore ma sempre elevata. Questa sensazione può durare anche mezza giornata. Dosi elevate possono far crescere la temperatura corporea a livelli pericolosi e talvolta letali e possono causare convulsioni.

ABUSO
Nel suo uso illegale la forma più diffusa oggi è lo speed (dall’inglese “velocità”). Lo speed può essere formato da anfetammine, sostanze metanfetamminiche, anfetammino-simili come l’efedrina. Il suo colore varia dal bianco, al giallo, al rosa, al marrone chiaro e dipende soprattutto dalle impurità contenute nei solventi usati nel processo chimico di realizzazione della sostanza.
L’abuso dell’anfetamina causa una grave dipendenza psicologica.
L’abuso di lunga durata provoca esaurimento fisico e malnutrizione/denutrizione estrema fino alla morte.
Possibili effetti negativi sono disturbi cardiaci (tachicardia, battito cardiaco irregolare), perdita di appetito, ipertensione, allucinazioni, insonnia e psicosi paranoide perduranti per giorni.
L’abuso di anfetamine può provocare gravi problemi come:
• forte dipendenza psicologica
• turbe del sonno
• disturbi psichici
• degenerazione neuronale
• ipertensione arteriosa
• aritmie
• angina pectoris
• infarto
• coma
• morte

COMPLICAZIONI MEDICHE DERIVANTI DALL’ABUSO

La metanfetamina può originare diversi problemi cardiovascolari. Fra questi vi sono accelerazione del battito cardiaco, battito irregolare, aumento della pressione sanguigna e danni irreversibili ai piccoli vasi sanguigni del cervello con rischio di colpi apoplettici. In caso di overdose possono verificarsi ipotermia (elevate temperature corporee) e convulsioni, che se non vengono affrontate immediatamente possono portare alla morte. L’uso cronico di metanfetamina può portare ad una infiammazione delle pareti del cuore e, per chi si inietta la droga, al danneggiamento dei vasi sanguigni e ad ascessi sulla pelle. Chi fa un uso molto pesante di questa droga manifesta un progressivo deterioramento dal punto di vista occupazionale e sociale. I sintomi psicotici possono persistere per mesi o anni dopo che l’uso della droga è cessato. Un altro potenziale rischio per chi abusa di metanfetamina è l’avvelenamento acuto da piombo. Un metodo diffuso per la produzione illegale di metanfetamina prevede l’utilizzo dell’acetato di piombo come reagente. Pertanto, errori di produzione possono dare luogo a metanfetamina contaminata dal piombo. Esistono casi di avvelenamento da piombo in soggetti che hanno assunto la metanfetamina per endovena. L’esposizione del feto alla metanfetamina è un altro problema importante, l’abuso di metafetamina durante la gravidanza può causare complicazioni prenatali, aumentare le probabilità di parti prematuri, alterare i modelli di comportamento neonatali, ad esempio manifestando riflessi insoliti ed estrema irritabilità. L’abuso di metanfetamina durante la gravidanza può essere collegato anche a deformità congenite.

EFFETTI A LUNGO TERMINE

L’abuso a lungo termine di metanfetamina origina molti effetti dannosi, fra cui la dipendenza. La dipendenza da metanfetamine è come una malattia cronica, soggetta a ricadute, caratterizzata dalla ricerca e dall’uso ossessivo della droga e si accompagna a cambiamenti molecolari e funzionali del cervello. Oltre alla dipendenza da metanfetamina, chi abusa stabilmente di metanfetamine manifesta sintomi come comportamenti violenti, ansia, confusione e insonnia, paranoia, allucinazioni. La paranoia può portare a pensare al suicidio o all’omicidio. Con l’uso cronico si può sviluppare la tolleranza dalla metanfetamina. Cercando di rendere più potenti gli effetti desiderati, chi usa metanfetamine può esere portato ad assumere dosi sempre maggiori di droga, ad assumerla sempre più spesso o a cambiare le modalità di somministrazione.

DIPENDENZA

L’uso dell’anfetamina può essere cronico o episodico. Quando si instaura una dipendenza da anfetamina il soggetto presenta un comportamento aggressivo e violento. L’intossicazione da anfetamina inizia con un senso esagerato di benessere, seguito dallo sviluppo di sintomi come euforia, senso di aumentata energia, tendenza alla socializzazione, iperattività, irrequietezza, ipervigilanza, suscettibilità interpersonale, loquacità, ansia, senso di allerta, grandiosità, comportamento stereotipato e ripetitivo, rabbia, litigiosità e compromissione delle capacità critiche. In caso di intossicazione cronica vi può essere anche ottundimento dell’affettività con stanchezza o tristezza e ritiro sociale. Queste modificazioni possono essere anche accompagnate da altri due fra i seguenti sintomi: tachicardia o brachicardia, midriasi, ipertensione o ipotensione, sudorazione o brividi, nausea o vomito, perdita di peso, agitazione o rallentamento psicomotorio, debolezza muscolare, depressione respiratoria, dolore toracico o aritmie cardiache, confusioni, crisi epilettiche, o coma. Tali modificazioni cominciano di solito entro alcuni secondi o minuti dopo l’assunzione della sostanza. Possono presentarsi alterazioni percettive: allucinazioni visive, uditive, tattili. Ciò compromette il funzionamento sociale e lavorativo. La dipendenza può svilupparsi rapidamente quando la sostanza è assunta per via endovenosa o fumata, mentre la somministrazione orale è più lenta. L’uso può essere episodico o giornaliero con incremento della dose nel tempo. Nell’uso episodico si ha una assunzione intensiva ad alte dosi. Le anfetamine stimolano il cervello, aumentandone l’attività. Determinano il rilascio di adrenalina, causando un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, una maggiore pressione arteriosa e la riduzione dell’appetito. Sotto l’effetto delle amfetamine i soggetti avvertono un temporaneo aumento dell’autostima e si sentono pieni di energia. Diventano molto loquaci e iperattivi, ad esempio si alzano in continuazione e camminano incessantemente. Spesso trovano difficile rilassarsi e impossibile dormire. L’appetito è scarso o del tutto assente. Tuttavia le anfetamine non eliminano il bisogno di dormire o di alimentarsi, lo pospongono semplicemente. Se assunte per endovena le anfetamine hanno effetto immediato. Se ingerite o inalate producono un effetto dopo circa 10-40 minuti.. L’effetto di una singola dose di anfetamine dura solitamente da 3 a 6 ore. Le amfetamine possono causare irritabilità, irrequietezza, irrigidimento dei muscoli mascellari e digrignamento dei denti. Dato che chi abusa di amfetamine tende a non nutrirsi e a non dormire, gli effetti che derivano da un prolungato periodo di assunzione comprendono estrema stanchezza, fame e aumento dell’appetito, apatia e depressione. Gli altri effetti collaterali comprendono disturbi visivi, insonnia e vertigini. Nelle donne, l’assunzione di amfetamine può rendere irregolare il ciclo mestruale o addirittura bloccarlo. Per mantenere l’effetto desiderato, chi ne abusa tende ad assumerne quantità sempre maggiori. Una volta cessata l’assunzione, la persona si sente molto depressa e letargica. Dosi elevate e ripetute possono provocare delirio, attacchi di panico, allucinazioni e paranoia. Le amfetamine provocano dipendenza psicologica: i soggetti diventano dipendenti per evitare la depressione che insorge quando l’effetto della droga si esaurisce. Di conseguenza tendono ad assumere dosi sempre maggiori di anfetamine, sempre più spesso, e ad assumere altri tipi di droghe più potenti. L’uso di quantità elevate può provocare danni ai vasi sanguigni e causare l’infarto, specialmente nei soggetti con ipertensione o con problemi cardiaci.

ASTINENZA

In caso di astinenza da anfetamina i sintomi sono l’opposto di quelli che si osservano durante l’intossicazione: si ha umore disforico, stanchezza sogni vividi e spiacevoli, insonnia o ipersonnia aumento dell’appetito, ritardo psicomotorio o agitazione, può essere presente il bisogno compulsivo della sostanza.
La sindrome di astinenza si sviluppa in un lasso di tempo compreso tra alcune ore e alcuni giorni dopo la cessazione (o riduzione) di un uso di anfetamine che è stato prolungato e pesante. Durante l’uso pesante di stimolanti si verifica perdita di peso, mentre durante l’astinenza si osserva un aumento marcato dell’appetito con rapido recupero del peso . Per ridurre i sintomi di nervosismo, effetto dell’uso degli stimolanti, vengono assunte sostanze con proprietà sedative (come l’alcool o gli psicofarmaci).

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Pagina a cura di:
Dr. Alessandro Lombardo
Psicologo
Studio: 
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Torino
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Albo Psicologi Piemonte n°5079

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