MEMORIA ED EMOZIONI

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MEMORIA ED EMOZIONI

Era una mattina come tante altre. Sedevo davanti alla mia scrivania a lavorare ad una ricerca sulla psicoterapia. All’epoca ero appassionato lettore di uno degli autori che più tardi avrei definito come mio maestro, WIlfred Bion.

Nello specifico ero immerso nella lettura del suo libro, molto complesso, Apprendere dall’esperienza. Una lettura difficile e impegnativa ma appassionante. Avevo da poco iniziato a leggere il capitolo 4 e sorseggiavo un caffè. 
 Avevo il brutto vizio, non so neanche se così brutto, di ascoltare musica durante la lettura.
Ancora adesso è così. Mi accompagnava un cd dei Creedence Clearwater Revival, una delle altre mie passioni in quel periodo della mia vita. La mia immersione in quel mix di musica e parole fu rotta da una telefonata di un mio caro amico: un aereo aveva da poco colpito le torri Gemelle a New York. Era la mattina dell’11 settembre 2001. Non ricordo molto altro di cosa feci dopo.

Per molti di noi, è come se qual pomeriggio di settembre si fosse stampato come una foto, al riparo dai danni del tempo che consuma e degrada quasi tutti gli altri ricordi.
Una cosa simile mi capitò molti anni prima quando, a casa dei miei genitori, distrattamente si guardava la tv, non ricordo esattamente quale programma, e francamente non ricordo neanche il giorno preciso o l’anno, quando arrivò una telefonata. Mio padre rispose al telefono e si mise a piangere. Era morta la mia unica nonna conosciuta. Viveva in Belgio, a Bruxelles e altro non ricordo.
Nel 1977 gli psicologi Brown e Kullick individuarono proprio questo aspetto quando definirono flash le rievocazioni dell’assassinio di JF Kennedy. Un evento inedito e scioccante innesca una serie di meccanismi definiti Now Print (istantanea). Proprio come il flash di una macchina fotografica il meccanismo conserva e fissa ciò che accade nel momento in cui apprendiamo, partecipiamo, ad un evento scioccante.
Nel 1976 i due psicologi chiesere ad ottanta adulti, quranta bianchi e quaranta neri, cosa ricordassero della morte di JFK e di altri eventi simili, incluso l’assassinio di Martin Luter King. Quando rispondevano alla domanda: “Ti ricordi in che occasione hai saputo per la prima volta di …?” ed erano in grado di fornire dettagli su dove avevano avevano appreso la notizia, da chi, o su cosa aveveno provato, veniva loro attribuito un flash
Pressochè tutti i bianchi (tranne uno), aveva avuto un flash della morte di JFK. Trenta neri su quaranta e solo tredici su quaranta lo ebbero dulla morte di Martin Luter King.

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