MEMORIA: IL PRIMO RICORDO

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MEMORIA: IL PRIMO RICORDO

Nella vasta letteratura sulla memoria, c’è un aspetto di notevole rilevanza negli scritti di Alfred Adler. Adler, psicoanalista austriaco della prima ora, fu un antesignano di tanti concetti poi approfonditi da altri autori.

Per Adler sono due le istanze fondamentali della personalità umana:

1. Il sentimento sociale è il sentimento di cooperazione con la comunità, ma anche la compartecipazione emotiva con gli altri individui.
L’uomo ha una tendenza innata verso il sociale e non può essere compreso se non viene osservato all’interno del contesto sociale con cui interagisce. L’esistenza di un buon rapporto con gli altri, che mantenga inalterata la propria individualità ma che faccia sentire l’individuo partecipe del suo contesto umano, è elemento essenziale di un buon equilibrio psichico.
 
2. La volontà di potenza è intesa come il bisogno innato di sopravvivere e di affermarsi. Quando Adler parla di “volontà di potenza “di matrice nietzscheana, rischia di essere frainteso con Nietzsche; in realtà, la volontà di potenza adleriana è uno sforzo di realizzare da parte dell’ individuo il suo Sé creativo in correlazione con le proprie esigenze e quelle della comunità. La coesistenza di queste due istanze rappresenta la salute mentale; il loro conflitto porta alla nevrosi. Ogni individuo tende verso l’alto, si muove da una posizione vissuta come inferiore, ad una meta di superiorità. Con la volontà di potenza l’individuo tende a reagire alla propria inferiorità spostandosi verso l’alto, usando artifici nevrotici nel cammino.
Lo stile di vita è il modo nel quale l’individuo si muove verso una determinata meta; esso si forma nei primi anni di vita, influenzato dalla famiglia in cui si cresce; per questo Adler studiò molto la ‘costellazione famigliare’, ovvero la posizione di nascita del bambino rispetto ai fratelli e le caratteristiche degli altri membri della famiglia.
 
In questa cornice, perde di senso la ricerca affannosa dell’origine dei nostri comportamenti. Adler definisce infatti i primi ricordi infantili come l’impronta di ciò che si diventerà, ma non la causa. Al pari dei sogni, i primi ricordi sono da leggere nell’ottica del dove stai andando piuttosto che, con l’occhio investigativoe e ricostruttivo di un passato da decifrare. Ecco che, la memoria e la rievocazione dei primi ricordi, possono essere utili alla comprensione delle direttrici di vita, in tutte le sue manifestazioni, di una persona.

 

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