ATTACCHI DI PANICO: LE VIE DI FUGA DA SE’

Posted · Add Comment

ATTACCHI DI PANICO: LUCA E GLI SCALINI

Più che di attacchi di panico, si soffre della paura di avere attacchi di panico. In molti casi infatti, a seguito di un primo attacco di panico, che sappiamo essere un fenomeno composito nella sintomatologia, si innescano tutta una serie di strategie difensive e di evitamento.

L’avvento del primo attacco di panico diviene quindi “l’anno zero”, il metro di paragone sul quale misurare, comparare e confrontare ogni minima sensazione psicosomatica. Tutto sembra implodere, ogni azione, reazione, sensazione, viene messa sotto stretto controllo, ed il naturale fluire della vita diviene impossibile in quanto ogni cosa dev’essere tenuta sotto controllo.
 
Questo appena descritto è uno dei “meccanismi” classici all’interno della fenomenologia degli attacchi di panico, ed è, nei fatti, uno delle situazioni paradossali nella quali si trova chi soffre di tale tipologia di disturbi. Il senso del paradosso, lo si può bene individuare anche solo negli aspetti linguistici: chi soffre di attacchi di panico, contemporaneamente soffre di difese da attacco di panico.
 
Vignetta clinica: Luca e la paura di morire
 
Da ormai dieci anni Luca soffre di attacchi di panico. E’ al suo sesto mese di terapia. Dopo le prime tre sedute la sintomatologia maggiore è rientrata e non ha avuto più attacchi di panico. Permane il timore che possa ritornare indietro nel baratro che gli impediva di fare ogni attività sociale. Sente di avere timore che stando tra le gente gli possa tornare un attacco. Quando è in mezzo alle persone, è come se tutti i suoi sensi lavorassero a mille all’ora.
 
Verso la fine di una seduta mi dice “Dottore, ho ancora paura che mi possa tornare un attacco di panico. Mi ritrovo a pensare ogni tanto al mio primo attacco e a quanto mi sono spaventato, alla paura che ho avuto di morire. Mi sento decisamente meglio, ma quando sono con altre persone ogni tanto mi prende la paura”. 
 
Con Luca è da un pò di mesi che stiamo affrontando i “suoi nuclei narcisistici”, che si presentificano nell’immagine di sé come un gradino sopra gli altri: “Ho sempre la sensazione di stare sopra le altre persone, come il volerle guardare dall’alto in basso”. 
 
Scendere da quel gradino è, di per sé, fonte di ansia e, se vogliamo, il senso del suo panico. In una seduta mi chiede: “Come sarà scendere da questo gradino?”. Gli faccio notare come in seduta sembra che ogni tanto venga a farsi un giro tra “Noi umani”, e che la cosa pare essergli anche piacevole. “Si, in effetti dottore è anche piacevole sentirsi come gli altri, ma mi spaventa, tanto che devo tornare su!”. “Si” gli dico “ogni tanto in effetti torni su, ma credo sia anche importante avere un luogo dove sentirsi sicuri e, per male che va, se non scendi tu, faccio un salto su io no?”.
 
In una seduta, siamo al decimo mese di terapia, mi racconta un sogno: sogna di attraversare una piazza, e su questa piazza c’è una linea oltre la quale ci sono altre persone. Si ricorda che questa linea lo ha sempre spaventato perché immaginava che attraversandola gli sarebbe potuto venire un attacco di panico. Gli faccio notare il notevole passo in avanti: dal sentirsi un gradino sopra gli altri, al sentirsi vicino ad un traguardo. 
 
 
 

Condividi Condividi

INSERENDO LA MAIL PUOI RICEVERE IN ANTEPRIMA GLI AGGIORNAMENTI DEL BLOG E COMUNICARE CON L’EQUIPE DEL CENTRO PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA
Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti del blog: Delivered by FeedBurnerCondividi

Pagina a cura di:      
CENTRO PSICOLOGIA PSICOTERAPIA   
TORINO  
via Gropello 24 Torino      
+39 011 76 50 224        
+39 338 42 42 415   
alomalto@gmail.com        
Responsabile scientifico
Dott Alessandro Lombardo     
Psicologo – Psicoterapeuta

Torino
Psicologo Torino

Centro Psicologia e Psicoterapia Torino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 
 
DMS