LE ABBUFFATE NEI DISTURBI ALIMENTARE

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Parliamo del Disturbo da Alimentazione Incontrollata, un disturbo caratterizzato da frequenti e per l’appunto incontrollate abbuffate di cibo, spesso anche presenti nei casi di bulimia.


Partiamo da alcune semplici domande:

Mangiate in modo vorace e in grandi quantità?
Mangiate sempre fino a sentirvi pieni?
Siete cronicamente preoccupati per il vostro aumento di peso o per il vostro corpo?

Fermiamoci un attimo: è sempre presente la sensazione di fame quando mangiate in questo modo?

Cos’è il disturbo da alimentazione incontrollata e cosa si può intendere per abbuffata?

Il problema delle abbuffate, assunzione di elevate quantità di cibo associata al senso di perdita di controllo sull’atto del mangiare, è presente nel 20-30% dei soggetti che si rivolgono agli specialisti delle diete.

Il DAI è proprio caratterizzato dalla presenza di episodi ricorrenti di abbuffate, cioè:

1- mangiare in un periodo di tempo circoscritto (es. in due ore), una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo e in circostanze simili;

2- sensazione di perdere il controllo nell’atto di mangiare.

Le abbuffate devono essere associate con tre dei seguenti sintomi:

– mangiare più rapidamente del normale;
– mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
– mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;
– mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando;
– sentirsi disgustato verso se stesso, depresso, o molto in colpa dopo le abbuffate.

Le abbuffate devono verificarsi almeno due giorni la settimana per un periodo di 6 mesi, altrimenti non si può fare diagnosi di DAI.

Chi colpisce?

– Il 30% dei pazienti obesi che chiedono un trattamento dimagrante;
– Nella collettività il 2- 4,6%;
– Più elevato è l’eccesso ponderale, maggiore è la prevalenza di DAI;
– Più le donne che gli uomini (3 donne per 2 uomini);
– In eguale misura sia i bianchi che i neri americani;
– Chi ha un’insorgenza precoce di obesità;
– Chi ha avuto numerosi episodi di dieta ed elevata familiarità per l’obesità.

Qual’è la differenza tra la paziente che soffre di bulimia e quella che ha un DAI?

– Hanno obiettivi diversi: per la paziente con DAI la motivazione maggiore è la perdita di peso a differenza della bulimica che vuole eliminare le abbuffate;
– il diverso comportamento alimentare: quando la paziente con DAI si presenta al trattamento mostra bassi livelli di restrizione (non è a dieta o perlomeno non è troppo restrittiva) e non utilizza altre condotte compensatorie;
– le minori distorsioni cognitive: la paziente con DAI non mostra distorsioni cognitive estreme come quelle osservate per la paziente con bulimia.

Come capire se si soffre di un disturbo da alimentazione incontrollata?

Provate a rispodere a queste domande:

– Mangiare vi solleva quando siete oberati da troppe cose da fare?
– Quando siete nervosi, mangiare vi aiuta a rilassarvi?
– Mangiare qualcosa vi solleva quando siete frustrati?
– Quando siete felici mangiare qualcosa sembra avere l’effetto di aumentare il buon umore?
– Mangiate più del normale nei periodi di grande stress?
– Se siete turbati dopo una lite con qualche persona importante per voi, mangiare vi aiuta a calmarvi?
– Vi capita di mangiare per passare il tempo quando siete annoiati?
– Quando vi sentite inferiori a qualcuno, vi viene voglia di mangiare?
– Quando siete arrabbiati con qualcuno, mangiare vi aiuta a calmarvi?
– Quando reprimete i vostri sentimenti tanto a lungo che vi sembra di esplodere, talvolta mangiate nel tentativo di sentirvi meglio?
– Quando siete sotto pressione vi capita di mangiare con maggiore frequenza?


Se avete risposto a tutte o alla maggior parte SI, può avere senso chiedere aiuto ad uno specialista, psicologo- psicoterapeuta, che si occupa di disturbi alimentari.

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